• Durata

    Sabato 25 e Domenica 26 Settembre 2021 

      

  • Luogo della partenza

    Velletri    P.za Garibaldi      ore  6:00

    Genzano     Pala Cesaroni    ore  6.15

  • Comprende
    • Bus Gran turismo
    • Hotel
    • 1 pensione completa
    • Accompagnatrice        
  • Non comprende
    • Ingressi
    • Assicurazione Annullamento € 20,00
    • Tutto ciò non incluso nelle quota comprende

Chiamata anche la “Dotta”, per via della sua antica Università, e la “Grassa” per la sua gastronomia, la città si fregia del titolo “Città creativa della Musica UNESCO” e vanta un centro storico medievale tra i più estesi e meglio conservati d’Europa, brulicante di locali, osterie, teatri e botteghe.

Sabato 25 Settembre 

Partenza alle 6.00 da Velletri alla volta Bologna , città medievale denominata la “Dotta” per la sua antica città universitaria. Le torri Garisenda e degli Asinelli sono il simbolo della città oltre naturalmente ai portici che sono solo per il centro storico oltre 38 km. Moltissime sono le cose da vedere : Piazza Maggiore, con la chiesa di San Petronio e la Fontana del nettuno, Palazzo di Re Enzo, Palazzo Comunale, il Palazzo del Podestà e la casa del Carducci. Città molto attiva culturalmente ma anche città dello shopping, è possibile fare acquisti di tutti i tipi nel cosiddetto quadrilatero costituito dalle vie Rizzoli, D’Azeglio, Farini e Castiglione. Cena e pernottamento in hotel. 

Domenica 26 Settembre

Dopo colazione andremo alla scoperta di questa città famosa soprattutto per il suo grande autodromo. Passeggiare per Imola è la maniera migliore per conoscere la città, stretta attorno al suo centro storico di intatta suggestione.
Ecco la Rocca, punto di partenza di questo viaggio a ritroso nel tempo, ergersi ancora maestosa a testimonianza di un passato bellicoso. Lasciandosi alle spalle la Rocca si percorre la via F.lli Bandiera, oltrepassando sulla sinistra l’antica Chiesa dell’Annunziata, ora sede della Nuova Scuola di Musica ‘Vassura-Baroncini’ e del Museo della Resistenza e del Novecento e ci si immette nella via Emilia, l’antico decumano massimo. Questa via centrale è fiancheggiata da bei palazzi signorili ornati da cortili colonnati, scaloni scenografici ed eleganti soffitti affrescati. Incamminandosi verso il centro della città si incontra sulla sinistra, al numero 44, Palazzo dal Monte Casoni e, di seguito, palazzo Miti Zagnoni, mentre sul lato destro al numero civico 25 si trova il rinascimentale Palazzo Machirelli a cui fa seguito, al numero 29, la trecentesca casa di Benvenuto Rambaldi, primo commentatore della Divina Commedia. Giunti all’incrocio con via Verdi, all’angolo con la via Emilia si trova l’ingresso del Teatro comunale e più oltre, al numero 80 della via Emilia, la Biblioteca comunale, edifici ricavati entrambi all’interno del complesso dell’ex convento di San Francesco. Sull’altro lato della via Emilia, al numero 69, si impone all’attenzione la mole massiccia di Palazzo Sassatelli Monsignani; proseguendo sulla via Emilia, al n. 95, non si può evitare di fermarsi ad ammirare la settecentesca Farmacia dell’Ospedale. Di fronte all’ingresso della farmacia si trova l’ex albergo El Cappello (Palazzo della Volpe): fu portato a termine nel 1484 su volontà di Girolamo Riario che, volendovi alloggiare gli ospiti illustri, lo dotò di appartamenti, granaio e scuderie. L’antico ingresso per le carrozze al n. 1 di via Orsini permette di ricostruirne l’aspetto di un tempo. Seguendo via Orsini, all’angolo con via Quarto colpisce il bel portale gotico della Chiesa di San Domenico opera di Jacopo da Cereto (1340). Costeggiando l’edificio, attraverso un gradevole giardino, si giunge al complesso conventuale dei santi Niccolò e Domenico ora sede del Museo di San Domenico che ospita al suo interno le Collezioni d’Arte della Città e il Museo Archeologico e Naturalistico ‘Giuseppe Scarabelli’. Risalendo via Cavour verso il centro storico, all’incrocio con via Appia, gli stemmi nobiliari segnalano il settecentesco Palazzo Ginnasi; al n. 84 della via Cavour spicca la facciata quattrocentesca in stile rinascimentale fiorentino di Palazzo Calderini. Tornati sulla via Appia, dopo aver ammirato al numero 18 il duecentesco Palazzo Pighini – unico esempio di casa patrizia medievale rimasto ad Imola, dalla severa facciata movimentata da feritoie e monofore – si arriva alla piccola e raccolta piazzetta Caduti per la Libertà che, insieme alle altre due centralissime Matteotti e Gramsci, forma storicamente il cuore commerciale della città così come lo ridisegnò Girolamo Riario tra il 1474 e il 1484. Ecco dunque il centro della città: di fronte la torre e il Palazzo Comunale. Giunti sulla piazza Matteotti ornata su due lati da tipici portici, impossibile non notare l’elegante facciata di Palazzo Sersanti. Proseguendo lungo la via Emilia, si incontra all’angolo con via Cosimo Morelli la Chiesa di Santa Maria in Regola, una delle più antiche in città, rifatta però nel Settecento da Cosimo Morelli che affidò alla mano di Alessandro Dalla Nave la decorazione dell’illusionistica volta.

Pranzo e rientro in serata nei luoghi d’origine.